Intervista ai Dorothi Vulgar Questions, dove Maturità e Musica vanno a braccetto


Immaginate voi se gli U2 dovessero comporre un nuovo album senza etichetta, o se i Guns N’Roses fossero costretti ad appendere di persona i manifesti per i loro concerti, o se…
Molto probabilmente smetterebbero presto, tanto forte è quel pensiero ‘ma chi me lo fa fare?’ che rimbomba nella testa.
Noi non ci pensiamo ma sparse per l’Italia ci sono un sacco di band validissime che lottano ogni giorno per non perdere la ragione di andare avanti, che suonano per un’intera sera nei locali in cambio di 4 birre.
Ma chi glielo fa fare?
Semplice, la passione.
Signori e signore ai microfoni di Therockblog.net abbiamo oggi i Dorothi Vulgar Questions:

– Benvenuti su Therockblog cari Dorothi Vulgar Questions, innanzitutto diteci 2 parole di voi.
Come è nata l’idea di formare una rockband?

E’  nata  dopo un concerto tributo dei Joy Division, alcuni di noi avevano già avuto esperienze musicali insieme. Abbiamo continuato a suonare e dopo un anno e mezzo abbiamo fatto il primo Demo Tape dal titolo ” Dorothi Vulgar Questions”.

(A. Grassini)

– Parliamo subito del vostro nuovo lavoro initolato “Against Myself”, un album piacevole che dimostra un alternative rock molto introspettivo.
Cosa lo differenzia dalle vostre precedenti sperimentazioni?

Soprattutto direi la scelta esclusiva della lingua inglese, poi la naturale evoluzione artistica della band e dei suoi singoli componenti ha prodotto questo risultato. (A. Grassini)

Leggendo la vostra biografia ho notato una varietà di età dei componenti e, soprattutto, mi ha molto incuriosito la figura di Alessandro Grassini, un uomo con una certa esperienza nel mondo della musica che immagino sia un po’ il leader della band.
Potete confermare il mio pensiero?

Si sicuramente Alessandro è il Leader della band ma tutti contribuiscono al risultato finale. (A. Grassini)

– Restando in tema band, come operate in fase compositiva?
Un’unica persona si occupa di tutto (testi, arrangiamenti…) o ognuno fa la sua parte?

Ogni pezzo che componiamo nasce da improvvisazioni o da chitarra e voce di Alessandro.

Per i testi è Alessandro che scrive, molte volte la musica nasce sopra la sua voce. ( M. Lotti )

– “Agains Myself” in italiano si traduce “contro se stesso”: come avete scelto questo titolo?

Era da tempo che pensavo a dedicare un album intero al tema della mia lotta interiore, al “non sopportarsi”, alla distruzione di tutte le costruzioni metafisiche, per rimanere in una realtà dove tutto avviene, guidato da una serie di concause fisico/chimiche e meccaniche, senza alcun nesso e logica, da qui sono partito per questo percorso che si apre con “Somewhere” che è ancora un brano diciamo “di speranza”, ma si chiude con “A snake on the ground”, metamorfosi finale dove tutto ormai viene visto con gli occhi di un serpente che striscia per terra.

(A. Grassini)

– Tra tutte le 11 canzoni mi hanno particolarmente colpito “Everything Is Not Forever”, che reputo il miglior brano d tutto il disco.
A quali brani invece voi siete più legati?

Against myself, ma anche Keep away from me e Twenty years ago.

(A. Grassini)

– Cambiamo un po’ discorso e parliamo dei vostri show dal vivo: innanzitutto come vi preparate prima prima di andare in scena?
Avete qualche rito, qualche gesto scaramantico?

Sinceramente non abbiamo riti scaramantici, cerchiamo ogni volta di creare alchimia frà di noi e il pubblico, ci piacciono le cose concrete e decise senza tanti fronzoli.

La musica per noi è come una medicina per farci stare bene, ma non pensiamo solo a noi cerchiamo di far stare bene anche il pubblico.

(A. Grassini)

– Siamo in fase di chiusura, volete dirci un po’ i vostri imminenti programmi (intendo concerti, eventi…)  magari fare qualche dedica?

Stiamo programmando nuove date per la prossima stagione per creare un tour in giro per l’Italia e forse anche all’estero.

Suonare è sempre più difficile e dato che siamo una band autoprodotta è ancora più complicato, ma non ci disperiamo noi andiamo dritti per la nostra strada,

per noi la musica è pura passione, anche se tutti abbiamo un sogno nascosto nel cassetto.

Se dovessi dedicare questo disco a qualche persona in particolare lo dedicherei a tutti quei ragazzi che ogni giorno suonano e si divertono a fare musica come noi del resto.

(A. Grassini)

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