Intervista agli Uprising Punx


Gli Uprising Punx di Asti sono,da circa tre anni,uno dei gruppi centrali nella nostra scena,insieme a Pubblico Oltraggio e simili. Hanno suonato con nomi emergenti ed “emersi”,tra i quali ricordiamo Noname dalla Cina ( mi sono sempre chiesto come faccia ad esserci un gruppo dissidente in Cina,visto che li ti fucilano se scorreggi forte…mah,comunque è un mio trip,non ci fate caso), Hellratz dalla Germania,e numerosi altri gruppi italiani come Nowhiterag e Pubblico Oltraggio per l’appunto. Hanno pubblicato un EP dal titolo “Uprising Punx” (contenente anche una cover degli Exploited) e un cd dal nome “Bullet,Studs And Street Punk”, uscito nel 2008 (e chiaramente ispirato a “Leather,Studs And Street Punk” dei grandissimi Endless Struggle). Va beh,dopo sta penosa introduzione da bollettino di guerra sparatevi un po’ di chaos in vena con l’intervista vera e propria al cantante Mat.

 

IO:Beh,innanzitutto potete farci una vostra breve presentazione e la “storia della Vostra vita”?

M:Noi siamo gli Uprising Punx di asti, nati nel 2005 ad Asti, praticamente dal nulla. Eravamo e siamo solo un gruppo di amici fidati che han deciso di cominciar a suonare assieme, ma non solo per passar il tempo a cazzeggiare in sala prove, vogliamo essere una traccia importante nella scena punk italiana e non solo.
 

IO:Beh,per ora sembrate esserlo. Dunque potreste riassumere i tre gruppi che hanno maggiormente influito sul vostro stile musicale? (neh,come parlo forbito)

M:In tre gruppi è difficile sintetizzare, escludendone molti però direi Casualties, Antidote e Oxymoron…con grosse influenze anche da Ss-kaliert e Career Soldiers!!
 

IO:Sono buoni gruppi che hanno influenzato tutta la nostra generazione,direi Casualties soprattutto,anche se su questo punto si potrebbe parlare parecchio. Va beh basta non divaghiamo.

Per quale motivo avete scelto di esprimervi col Punk,e in particolar modo,con lo Street? 

M:  Beh, è difficile trovar un motivo, in certe cose ci entri senza accorgertene e poi non ne vuoi più uscire…sinceramente poi,quando abbiamo cominciato a suonare non sapevamo manco la differenza tra Street,Anarcho,Hardcore,eccetera eccetera, semplicemente abbiamo fatto quello che ci piaceva e che poi crescendo abbiamo adottato come stile di vita. Logicamente non siamo mai stati attratti da certi gruppi, per questo poi lo Street è diventato il nostro genere. Poi non mi esprimo su quale sia lo stile punk migliore perché quelli alla fine son gusti, l’ importante è far quello che ti piace e quello con cui ti senti a tuo agio, non quello che va per la maggiore…
 

IO:Chiaro. Peccato che tanta gente lo faccia solo per apparire,ma chi lo sa magari le cose cambieranno,almeno sotto questo punto di vista.

Ecco a sto punto arriva la domanda fatidica per tutti i gruppi che intervisto e che può influire sulle idee dei lettori,quindi calma e sangue freddo e diteci: cosa pensate sia il Punk? (fulmini e saette fuori dalla finestra,peraltro inesistente)

M: Il Punk per noi è un movimento nato un trentennio fa,con la comparsa dei Sex Pistols e  dei Ramones, poi si potrebbero far mille questioni su chi,come e perché, ma lasciamo perdere. Da li e dalla situazione sociale dei tempi,è nato questo movimento che vive ancora oggi, seppur avendo subito un sacco di cambiamenti. In questa sorta di evoluzione è evidente che il punk ha preso un sacco di sfaccettature e questo ha fatto si che ognuno ora si ritrovi col suo pensiero di punk. Ovvio che il punk non è solo un modo di vestire, un’ acconciatura o un modo di suonare, è uno stile di vita in cui bisogna credere fermamente e lottare ogni giorno. In tanti vengono a sfotterci dicendo “punk nella testa e non nella cresta”, poi loro son belli belli a dismettere gli abiti punk per lavorare e farsi una vita tranquilla come un qualsiasi coglione e poi tornar punk al sabato sera successivo;questa non è coerenza, certe cose secondo me vanno espresse dentro e fuori se non te ne vergogni, a costo di far tutti i sacrifici del mondo! E noi ne facciamo continuamente…questo è il PUNK!
 

IO: Si,mi pare una definizione condivisibile. Dunque oggi c’è una gran divisione tra Anarcho/Crust e Street,spesso dibattiti feroci e tutt’altro che amichevoli,in particolar modo nel nostro paese,quindi la domanda è:che rapporto e che atteggiamenti avete rispetto agli Anarcho?

M: Ci avrei scommesso sulla presenza di questa domanda. Potrei far un copia e incolla da un’ altra intervista,ma risponderò sinteticamente: noi non abbiamo assolutamente nulla contro gli Anarcho, semplicemente detestiamo i poser e, nell’ ultimo periodo, tanti di loro lo erano e lo si capiva, in quanto parlavano solo a frasi fatte e passavano il tempo a rompere i coglioni a chi era diverso. Ora l’ondata di moda pare diminuire e infatti gli scazzi vari son sempre più sporadici e ne son contento, forse si potrà cominciare a parlare di Punx Unite anche in Italia! Poi ovvio che ci son differenze di ideologia, nei gusti musicali, nello stile eccetera, però nulla che sia insuperabile. Come ho detto tante volte: la diversità può esser anche uno stimolo di discussione e unione e non sempre e solo divisione! I poser e le persone serie poi son in tutta la scena punk, e forse mi innervosiscono di più quegli Street che vanno ai concerti solo perchè c’è il gruppo punk e poi manco sanno chi sono o sanno una canzone sentita per caso girando per internet.
 IO:beh forse può essere,ma secondo me siamo troppo divisi in sto paese.
 

Penultima domanda: come molti Street (compreso me) credete nel chaos,per quale motivo?

M: Secondo me l’ idea di anarchia pace rispetto e ordine è un assurdità indescrivibile. Noi siamo per il far che cazzo ci pare. è un illusione quella dell’ anarchia e rispetto reciproca, bisogna ricordarsi che la libertà propria finisce quando inizia quella di un altro. Noi preferiamo essere irrispettosi verso qualcuno perchè non ci vogliamo abbassar davanti a niente e l’ abbiamo dimostrato quando tutti ci davano addosso. Il chaos non è solo dar fuoco ai bidoni e ribaltar le macchine, è combattere ogni giorno per quello in cui si crede,fottendosene degli altri e se qualcuno ha dei problemi ce lo viene a dire in faccia e ci affronta o se ne va per la sua strada.
 

IO: Bene. Dunque eccoci arrivati all’epilogo della nostra conversazione,dopo che avrete dato tre consigli agli sporchi giovani più giovincelli.

M: Fin qua qualcosa ho già detto. L’ importante è credere in ciò che si fa e non farsi trascinar dalla moda, anche quando questa sembra qualcosa di controcorrente. Cerchiamo di ricompattare la scena, e questo compito spetta soprattutto ai più giovani: ad ogni concerto mi accorgo della mancanza di persone che fino a poco tempo prima erano sempre presenti, in troppi mollano e per far così tanto vale esser un regolare qualunque senza far finta di esser qualcun altro!

 

E quest’ultima era rivolta anche a voi,cari lettori: l’amico Mat ha ragione,il nostro futuro (o meglio non futuro) è nelle vostre mani. Anch’io mi accorgo che tutte le volte ci sono sempre più impostori di merda e i punx si riducono da un sabato all’altro nel nostro stivale: per questo abbiamo bisogno di aria nuova. e quell’aria nuova sei tu,amico.

Per informazioni sugli Uprising Punx potete visitare il loro sito Myspace.

Mazzapicchio.