Intervista a Lemmy dei Motorhead


Navigando sulla rete ho scovato sul sito ufficiale italiano dei Motorhead (www.motorhead.it)questa bellissima intervista a Lemmy, bassista e frontman della band.

 

Intervistatore: cerco di fare in fretta, lo so che non ti piacciono le interviste.
Lemmy: non è che non mi piacciono le interviste, non mi piacciono le domande stronze dei giornalisti!

I: tipo “cosa è cambiato nella musica dei Motorhead negli ultimi vent’anni?” :-)
Ho sentito molti fan lamentarsi del fatto che portate cambiamenti troppo piccoli alla scaletta da tour a tour. 

L: Siiiii?! (sorride tipo “non me ne frega niente”)

I: Com’è maturata la decisione di cambiare così tanto la scaletta per il tour di Inferno?
L: Ho voluto cambiarla perché sentivo di farlo, è stata una decisione tutta mia.

I: (Mah… cambiamo discorso…) La tua autobiografia è stata un successo però, per quanto riguarda il titolo La sottile linea bianca (titolo originale tradotto dall’inglese “La febbre della linea bianca”) credo che tu sia stato travisato. Ma non intendevi, per linea bianca, la linea di mezzeria delle strade anziché la striscia di…
L: Ambedue i significati.

I: (Ecco uno dei suoi vizi, non far finire le frasi) Cioè ti riferisci sia alla linea di mezzeria che ad una linea di cocaina?
L: No, mi riferisco alla linea di mezzeria e ad una linea di speed (cioè anfetamine).

I: In un passo del tuo libro parli del primo concerto dei Motorhead, racconti di un intro che era il rumore di una marcia militare. Eppure ascoltando il nastro di quel concerto ho sentito come intro un discorso di Hitler…
L: Non ho bisogno di Hitler! Vaffanculo a lui!

I: (E fammi finire la frase!) E’ possibile che fosse qualcosa che non hai sentito?
L: Impossibile, all’inizio del concerto ho fatto mandare una marcia militare. Quel discorso di cui parli è senz’altro roba che è stata aggiunta alla registrazione a posteriori.

I: Magari più tardi ti faccio sentire un nastro…
L: Non lo voglio sentire! Abbiamo suonato da schifo quella sera! Che canzoni di merda poi che abbiamo messo in scaletta, “Good morning little schoolgirl”! “Waiting for the man”! Per carità!

 

I: (Un successone questa domanda sul primo concerto, non c’è che dire! Beh, almeno è stata fatta chiarezza) Senti, l’anno scorso al Gods of Metal avete suonato la stessa sera degli WASP (Lemmy sbotta in una risata), avevate il camerino di fronte a quello di Blackie Lawless. Ti sei incrociato con lui? Vi siete parlati o salutati?
L: No, sinceramente non mi ricordo, ma mi sembra di no. Abbiamo iniziato un tour negli USA con gli WASP nel ’97, poi abbiamo mollato perché il comportamento di Blackie non è stato molto professionale. (Lemmy finisce la frase chinando il capo e tradendo amarezza. Volevo fargli un’altra domanda ma capisco che è meglio lasciar perdere).

I: Al Gods of Metal dell’anno scorso i gruppi più grossi erano tutti di persone emerse, come voi, negli anni settanta. Alla fine i vecchi gruppi come i Motorhead sono quelli che rimangono in auge, come lo spieghi?
L: Quando ho iniziato si lasciava molto spazio alla creatività, fino agli anni settanta era molto più facile emergere, adesso invece è un casino.

I: (Il solito discorso che ora le case discografiche lavorano on demand) Rimango sorpreso quando ai festival vedo una pletora di persone che indossano la maglietta con lo snaggletooth (la testa-logo dei Motorhead), ne ho viste tantissime soprattutto al Gods di due anni fa. Come giudichi questa cosa?
L: La verità è che lo snaggletooth continua ad andare di moda, ecco perché lo indossano. Sono sicuro che la maggior parte di quelle persone neanche ascolta i Motorhead.

I: Lo scorso giugno c’è stato il trentesimo anniversario, come mai non avete avuto ospiti speciale come per il venticinquesimo?
L: Avrei voluto Philthy Animal ma non può uscire dagli USA, sta vivendo in uno stato di illegalità. (Con questa risposta ha cercato di dribblare l’argomento e infatti non insisto).

I: Cosa senti quando suoni, adesso che sono scoccati i trent’anni di carriera dei Motorhead?
L: Ogni volta che salgo sul palco ho paura, come se stessi affrontando la morte, ma mi riprendo dopo un po’.

 

I: Qual è stato il momento più felice per i Motorhead e qual è stato quello più difficile?
L: Il momento più difficile è stato quando è arrivato Brian Robertson, il più felice quando Brian se n’è andato! Ha!
No, il momento più felice è stato quando è uscito No Sleep ‘til Hammersmith.

I: Cosa stai ascoltando adesso?
L: Skunk Anansie ed Evanescent. Ma i miei preferiti di sempre sono i Beatles, Little Richard e Chuck Berry.

I: Quando arriverà il tuo disco solista?
L: Non so, ho pronte otto canzoni adesso, ne vorrei registrare altre cinque. Il problema è che mi manca il tempo. I Motorhead prima di tutto.

 

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