Intervista a Kurt Cobain



Ed eccoci qua… immagino che tutti noi abbiamo sentito parlare di Kurt Cobain, no? Cantante dei Nirvana, morto nell’aprile del 94. Insomma, quello che ha cambiato la storia del grunge, per farla breve. Quello nato in Seattle in una città razzista, dove regnava l’omertà e dove lui scriveva cose come “Dio è gay” solo per provocare,l’anti-divo… ebbene, ecco un’intervista. Sappiamo bene che ha lasciato un segno nel rock, e allora è bene che venga ricordato, no?

Da dove viene il vero “Siamo qui, fateci divertire?”

E’ una frase che dicevo sempre per rompere il ghiaccio ogni volta che arrivavo ad una festa. Spesso, quando sei in piedi in una stanza con della gente intorno ti annoi e ti senti a disagio. E così dicevo: “Bene, siamo qui, fateci divertire. Siete voi che ci avete invitato”
 

Come ti senti a vedere qualcosa che hai scritto per gioco, in omaggio a uno dei tuoi gruppi preferiti, diventare l’inno nazionale del grunge, per non direun movimento decisivo del mercato giovanile?

In realtà noi abbiamo avuto un momento nostro per un pò. Per alcuni anni a Seattle c’è stata l'”Estate dell’Amore” ed era incredibile. Potevo tuffarmi sulla folla con la mia chitarra, sorretto e spinto dalla gente verso il fondo della sala e poi riportato indietro senza farmi alcun male… Era la celebrazione di qualcosa sucui nessuno poteva mettere le mani. Una volta che questo è entrato a far parte del mainstream, però, tutto è finito. Sono stanco di sentirmi in imbarazzo per tutto ciò. Io ormai sono andato oltre.

Quanto dolore fisico credi di aver riversato nei testi delle tue canzoni? (Kurt soffriva di problemi all’intestino)

E’ una domanda strana, perchè ovviamente se una persona ha dei problemi nella propria vita, questo si riflette nella sua musica e qualche volta può essere positivo. Credo che probabilmente sia stato d’aiuto. Avrei dato qualsiasi cosa per star bene. Volevo fare quest’intervista solo dopo essere stati in tournèe per un po’ e fino a ora, questpo è stato il tour più piacevole che abbia mai fatto. Davvero. Non ha niente a che fare con i locali più famosi o con la gente che ci bacia il culo. Solo che il mio stomaco non dà più fastidio. Sto mangiando. Ieri sera ho mangiato una pizza enorme. è stato splendido riuscire a farlo. E questo mi solleva lo spirito. ma allo stesso tempo, ho temuto che se il mio problema con lo stomaco fosse finito, sarei stato meno creativo. Chi può dirlo? (fa una pausa). Al momento non ho altre canzoni in cantiere. Per ogni album che abbiamo fatto fino a oggi, avevamo sempre da una a tre canzoni che provenivano dalle session. E di solito erano buone canzoni che ci piacevano veramente. Quindi avevamo sempre del materiale su cui fare affidamentoo… una hit o qualcosa che era ad di sopra della media. Il prossimo album sarà un’esperienza interessante perchè non ho assolutamente nulla da cui partire. Per la prima volta comincio da zero. Non so cosa faremo.

Una delle canzoni che hai eliminato all’ultimo minuto da IN UTERO era “I Hate Myself And I Want To Die” (Odio me stesso e voglio morire). Fino a che punto intendevi davvero essere letterale?

Letterale quanto può esserlo una provocazione. Niente di più di uno scherzo. Ed ecco perchè abbiamo deciso di eliminarla: sapevamo che la gente non l’avrebbe capita, l’avrebbe presa troppo sul serio. Era assolutamente satirica, quasi una presa in giro di noi stessi. Io sono dipinto come quello rompicoglioni, lamentoso, drogato e schizofrenico che non vede l’ora di farsi fuori. “Non è mai soddisfatto”. E pensavo che fosse un titolo divertente! Per un sacco di tempo ho desiderato che fosse il titolo dell’album. Sapevo, tuttavia, che la maggior parte della gente non l’avrebbe capita.

Sei mai stato talmente afflitto dall’angoscia, dal dolore o dalla rabbia da pensare seriamente di suicidarti?

Si, durante i cinque anni in cui lo stomaco ha dato problemi. Avrei voluto uccidermi ogni giorno. E a volte ci sono andato molto vicino… mi dispiace parlarne così chiaramente. Era il periodo in cui ero in tour, disteso per terra a vomitare aria perchè non riuscivo a tenere dentro neanche l’acqua. Eppure dovevo suonare dopo venti minuti. Cantavo e sputavo sangue. Non si può vivere a questo modo. Mi è sempre piaciuto suonare ma c’era qualcosa che non andava. Così ho deciso di curarmi.

Che genere di lettere ricevi dai tuoi fans in questi giorni?

Avevo l’abitudine di leggere moltissima posta e di farmi davvero coinvolgere da ciò che leggevo. Sono stato talmente preso dal disco, dal video, dal tour che non ho avuto più il tempo di leggere una sola lettera e questo mi dispiace veramente molto. Non ho trovato neppure abbastanza energia per fare uscirela nostra fanzine, che era uno dei progetti per combattere la pessima stampa che parla di noi, proprio per mostrare il lato più realistico del gruppo. Poi è molto difficile. Devo ammettere che mi sono ritrovato a fare parecchie cpse che le altre rockstar fanno o sono costrette a fare. Per esempio, non posso rispondere alle lettere, non riesco ad aggiornarmi sulla musica che c’è in giro e sono abbastanza isolato da altre cose. Il mondo esterno mi è piuttosto estraneo. Ritengo comunque di essere molto, molto fortunato di poter uscire e andare in qualche locale. Proprio l’altro giorno, guarda, avevamo una serata libera a Kansas City e Pat Smear e io non avevamo idea di dove fossimo nè di dove andare. Allora abbiamo chiamato la radio locale e le abbiamo chiesto che c’era in giro. E non lo sapevano! Così abbiamo telefonato per caso a un bar e c’erano i Treepeople che stavano suonando. In quell’occasione ho conosciuto tre persone veramente interessanti, tre ragazzi fantastici che facevano parte del gruppo. Ho trascorso una piacevolissima serata con loro… è stato bello sapere che potevo ancora trovare degli amici. E non credevo che fosse possibile. Qualche anno fa ci capitò di trovarci a Detroit per suonare in un locale dove c’erano circa dieci persone. Accanto c’era un bar e a un certo punto è entrato Axl Rose con dieci o quindici guardie del corpo. è stato un comportamento davvero eccentrico: tutte queste persone che gli scodinzolavano attorno. Se fosse arrivato da solo, non sarebbe stato nulla di eccezionale. Ma lui voleva quello. Si crea attenzione per attirare attenzione.

Sei davvero un appassionato dei Beatles?

Si. John Lennon era decisamente il mio Beatle preferito. Non so chi scrivesse le varie parti delle canzoni dei Beatles ma Paul McCartney mi crea un certo imbarazzo. Ovviamente, Lennon era affetto da turbe psichiche (ride). Quindi posso trovare un collegamento con questo. E dai libri che ho letto – anche se non impazzisco dei libri sul rock, sono molto diffidente- sono proprio dispiaciuto per lui. Vivere recluso in quell’appartamento. Sebbene fosse profondamente innamorato di Yoko Ono e di suo figlio, la sua vita era una prigione. Era imprigionato. Non è gradevole. Questo è il problema che ho avuto quando sono diventato famoso: il modo in cui la gente tratta le celebrità. Un modo di fare che necessariamente cambiato. Non importa gli sforzi che fai; l’unica cosa che viene fuori è quando e quanto ti lamenti di tutto questo.

La canzone di IN UTERO che ha suscitato maggiori polemiche è “Rape Me”. Orecchiabile ma ci sono stati forti critiche al titolo e al testo, non da parte di dj capricciosi ma anche da parte di alcune donne che hanno avvertito come un atto di arroganza maschilista l’utilizzo libero di una parola così forte e aggressiva.

Capisco questo punto di vista è ho seguito tutte le discussioni. Sono stato incerto se pentirmi o cercare di difendermi. Sostanzialmente ho cercato di scrivere una canzone che sostenesse le donne e affrontasse il problema dello stupro. Negli ultimi anni la gente ha avuto molte difficoltà a capire qual’era il nostro messaggio, che cosa stavamo cercando di trasmettere. Allora ho deciso di essere il più chiaro possibile.Quanto devo esprimerlo forte a questo punto? Quanto devono essere grandi i caratteri? Non è una bella immagine ma una donna che è stata violentata, che è infuriata per questa vicenda, dovrebbe dire: “Continua, violentami, fallo, perchè capiterà anche a te”. Credo fermamente nel karma e quel bastardo alla fine avrà quello che si merita. Sarà arrestato, schiaffato in prigione, e lui sarà violentato. “Quindi violentami, togliti il pensiero. Perchè ti andrà peggio”.

Cosa ha pensato tua moglie Courtney quando ha letto la canzone?

Credo che abbia capito. Probabilmente l’ho spiegato meglio a lei che a te. Voglio chiarire che onestamente non ho cercato di essere provocatore. Era l’ultima cosa che avrei voluto fare. Non volevamo far incazzare i genitori o le femministe con roba di questo tipo. Disprezzo nel modo più assoluto chi fa una cosa del genere, chi stupra. è il mio modo di dire: “Fallo una volta e puoi farla franca. Fallo un centinaio di volte e alla fine pagherai”.

In “Serve The Servants” canti: “Ho fatto di tutto per avere un padre/ Invece ho avuto un papà”. Ti preoccupa l’idea di fare come padre gli stessi errori che possono essere stati fatti a te mentre crescevi?

No, non sono per niente preoccupato. Mio padre e io siamo due persone completamente differenti. So di essere in grado di dare a Frances, mia figlia, molto poiù affetto di quanto mio padre abbia fatto con me. Anche se Courtney e io dovessimo divorziare, non permetterei mai di creare situazione spiacevoli davanti a Frances. Non credo che Courtney e io siamo così stronzi. Nelle nostre vite ci è mancato l’amore e ne abbiamo così tanto bisogno che forse l’unico obbiettivo è di dare a Frances quanto più amore possiamo, quanto più aiuto possiamo. Sono certo che è l’unica cosa che non cambierà mai.

Come sono stati i rapporti coi Nirvana nell’ultimo anno?

Quando mi facevo, erano abbastanza brutti. Non comunicavamo. Krist e Dave non capivano il problema della droga. Non hanno mai avuto a che fare con la droga. Pensavano all’eroina allo stesso modo in cui ci pensavo io prima di inziare a farmi. è stato tutto molto triste. Non parlavamo spesso… pensavano le cose peggiori, come la maggior parte della gente, e non li biasimo per questo.Ma niente è davvero brutto come può apparire. Da quando mi sono disintossicato è tornato tutto normale. Tranne che per Dave. Sono un pò preoccupato per lui, perchè vive ancora l’idea che potrebbe essere sostituito in qualsiasi momento. Si sente ancora come se…

Se non avesse superato l’audizione?

Si. Non lo capisco. Cerco di fargli più complimenti possibili. Non sono uno che si spreca in complimenti, specialmente nelle prove. “Facciamo questa canzone, facciamo l’altra, rifacciamo”. è così. Credo che Dave sia una persona che ogni tanto ha bisogno di essere rassicurata. Me ne sono reso conto e cerco di farlo il più possibile.

Quindi chiedi le opinioni di tutti?

Si. Chiedo la loro opinione ma in definitiva la decisione è mia. Mi fa sempre uno strano effetto dire questo; pare decisamente egocentrico. Ma non ne abbiamo mai discusso. Dave, Krist e io non abbiamo mai litigato alzando la voce. Mai. Non è che non osano dire la loro. Io chiedo sempre la loro opinione e ne parliamo. E alla fine arriviamo tutti alla stessa conclusione.

Con tutte le tue riserve per suonare “Smells Like Teen Spirit” per continuare a scrivere sempre lo stesso tipo di canzoni, prevedi un momento in cui non ci saranno più i Nirvana? Tenterai di fare qualcosa da solo?

Non penso che potrei fare una cosa da solo, un “Progetto Kurt Cobain”.

In effetti, non ne sembri molto convinto.

No. (ride) Si, è vero, mi piacerebbe lavorare con persone completamente diverse rispetto a quello che sto facendo adesso. Qualcosa di davvero insolito, insomma.

Questo non promette bene per il futuro dei Nirvana e per il tipo di musica che state facendo insieme.

E’ quello a cui alludevo in tutta l’intervista: siamo praticamente in una fase critica… il nostro periodo migliore è stato quello di Nevermind e abbiamo fatto il tour americano suonando nei locali. Era tutto esaurito, il disco andava al massimo e nell’aria c’era una sensazione forte, questa vibrazione di energia. Stava succedendo qualcosa di veramente speciale. Odio dirlo ma credo che questa formazione possa rimanere in piedi solo un’altro paio di album, a meno che non ci mettiamo a lavorare seriamente sulla sperimentazione. Itendo dire che dobbiamo affrontare la situazione. Quando le stesse persone stanno insieme a lungo, sono impegnate nello stesso lavoro, sono sottoposte a grossi limiti. Io sono molto interessato a studiare cose differenti e so che Krist e Dave lo sono. Non so,tuttavia, se saremo in grado di farlo insieme. So che comunque pubblicheremo un’altro album e ho un’idea abbastanza precisa su come sarà: abbastanza etereo, acustico, come l’ultimo disco dei R.E.M… se riuscissi a scrivere almeno un paio di belle canzoni come loro. Non so come faccia quel gruppo a fare quello che fa. Cristo, sono i migliori! Affrontano il successo come santi e continuano a fare della grande musica. è quello che vorrei che questa formazione facesse. Perchè ci siamo fossilizzati, cazzo. Siamo stati etichettati. Cosa fanno i R.E.M? Rock da college? Non sono etichettabili. Il termine “Grunge” è potente quanto “New Wave”. Non riesci a venirne fuori. è destinato a essere superato. Devi correre il rischio e sperare di essere accettato da un pubblico completamente differente e che lo stesso tuo pubblico cresca insieme a me.

E cosa accade se i ragazzi dicono solo:”Non ci interessa, sparisci”?

Oh, bene. (ride) Vaffanculo.

 

Tratto dal Libro:  Rolling Stone.

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