Intervista a Gabriele Giorgi degli Audiomatica


Dopo aver recensito l’album “Olio su Tela” ai microfoni di Therockblog abbiamo avuto il piacere di chiaccherare con Gabriele Giorgi, simpatico e carismatico frontman degli Audiomatica.
Volete sapere com’è andata?
Allora guardate qui sotto l’intervista
– Benvenuto su Therockblog Gabriele, innanzitutto dimmi 2 parole sugli Audiomatica.
Come è nata la band?

R: Gli Audiomatica nascono da una debacle. Nel 2005 militavo con il bassista Marco Girolamini nei Torquemada, band di chiaro stampo progressive, nella quale credevamo molto. Purtroppo il destino non è stato dalla nostra parte e dopo varie vicissitudini la band si è sfaldata. È stato un momento buio, ma la luce l’ha riaccesa la nostra voglia di fare musica ed il nostro entusiasmo, così abbiamo deciso di cambiare tutto: nome, genere, approccio e musicisti. Abbiamo lavorato duramente per mettere insieme i pezzi di una band, gli Audiomatica appunto,  che 5 anni dopo ha 2 album ufficiali pubblicati.

 

– Parliamo subito dell’album “Olio Su Tela”, che ho avuto il piacere di recensire e che ho trovato ottimo.
Non è il primo lavoro in quanto viene dopo “Controfase” del 2008.
Cosa differenzia i due dischi?

R:  Controfase è stato un passaggio fondamentale nella nostra storia, avevamo voglia di scommettere su noi stessi e sulla nostra musica. Ne è nato un bell’album che traccia le linee fondamentali della nostro modo di comporre e che ci ha fatto suonare dal vivo in Italia  per  18 mesi.  Olio Su Tela, che nasce quasi interamente nel “ControfaseTour”, ha un altro approccio musicale rispetto al precedente dal quale si differenzia per il sound, la maggiore presenza della componente elettronica è netta, e per idee nella fase di composizione. Tuttavia gli elementi di continuità non mancano di certo, come l’ironia, la grinta e la voglia di fotografare la realtà cercando di sensibilizzare attraverso la musica. Inoltre è un album che stiamo promuovendo e suonando dal vivo anche all’estero, come in Slovenia ed in Belgio, oltre che in Italia e questo ci dà  la possibilità di poter contare su importanti collaborazioni che possono far crescere una piccola realtà come la nostra.

 

– Il vostro punto di forza è sicuramente l’energia che sapete imprimere ai pezzi, caratteristica  che viene ulteriormente confermata dalla tua grande voce.
Pure il resto della band è sicuramente degno di nota: dalla batteria di Giovanni De Luca che rulla a dovere al basso mai scontato di Marco Girolamini,  anche la chitarra di Lorenzo Varriale non si risparmia e in più di un’occasione sfoggia riff e assoli di valore.
Qual’è secondo te il vostro pregio migliore?

R:  Probabilmente è la capacità di far confluire le esperienze e la sensibilità di quattro persone diverse su un terreno comune che è appunto il nostro modo di pensare e scrivere canzoni, l’impegno e la meticolosità che mettiamo nel fare questo. E poi credo che dimensione live sia di certo quella che maggiormente esalta le nostre capacità.

– Parliamo un po’ delle canzoni di “Olio Su Tela”: ho incredibilmente apprezzato “La Suggestione” e “Il Clown” che rispecchiano l’animo più rock di voi.
Chi c’è dietro a questi 2 pezzi?

R: Sempre noi! Componiamo insieme le canzoni. L’idea iniziale può partire da uno di noi, poi lo sviluppo è un gioco di squadra. So che “La Suggestione” ti ha colpito particolarmente, ed è infatti il classico esempio di come si fondono alla perfezione  impatto e armonia, elementi che aiutano il messaggio a penetrare meglio l’attenzione dell’ascoltatore e, visto il tema della canzone, a rendere manifesto uno stato d’animo che nasce nell’intimo. Il Clown è notoriamente un personaggio forte, qualunque interpretazione gli si voglia attribuire, pertanto ci ha stuzzicato l’idea di “passare alle maniere forti”

– Non da meno sono anche “Bluemarea” e “Ipnotica” che, sebbene siano meno spinte, variano il contesto musicale assieme a “Il Profumo di Inverno” e “Blow”.
Trovi che sia più facile scrivere brani dinamici o ballad?

R:  Sinceramente non saprei, Credo dipenda dai “colori” che si scelgono per esprimere determinate emozioni. Ci sono temi forti che possono esser trattati con dolcezza, ma è vero anche il contrario. Personalmente mi emoziona poter usare stili diversi per contesti diversi, con la band non ci siamo mai posti limiti di genere, penso sia il tipo di ispirazione che si ha, a determinare le scelte del linguaggio musicale.

 

– “Oggettivamente” è stato il vostro singolo estratto, un pezzo goliardico che mi ha fatto sorridere.
Pure il video girato testimonia quello che penso: vuoi spiegarci un po’ il significato nascosto in “Oggettivamente”?

R:   Il brano è stato scelto come singolo e videoclip perché molto ben rappresenta questo nostro progetto. Ma c’è da fare attenzione: come hai detto tu, è una canzone goliardica, gigionesca che genera quasi ilarità. Ma se leggiamo tra le righe scopriamo che il grido che lancia è forte. La canzone fotografa la poco allegra condizione della nostra generazione ( i trentenni), che cerca di barcamenarsi nella confusione di un mondo che a volte sembra girare al contrario. Certo un tema così genera tentazioni di violenza musicale, ma crediamo che ironia e sarcasmo facciano riflettere in modo piuttosto profondo. Ed il video, che vanta la regia di Giuseppe La Spada, rappresenta in modo perfetto ciò che volevamo esprimere con la canzone.

 

– Cambiamo un po’ discorso e parliamo un dei vostri show.
Avete partecipato a importanti contest e festival anche al di fuori di Roma, la vostra città Natale: come vi preparate prima prima di andare in scena?
Avete qualche rito, qualche gesto scaramantico?
Ma soprattutto, cosa provate quando suonate davanti ai vostri fan?

R:   I concerti sono la parte che ognuno di noi predilige. Non abbiamo gesti scaramantici, ma ci incoraggiamo calorosamente prima di iniziare. In questi ultimi tre anni, abbiamo visto aumentare lo zoccolo duro che ci  ha seguito dall’inizio, segno che la rotta è giusta. Per noi il confronto col pubblico è fondamentale, infondo penso che lo spettacolo sia una sinergia tra il palco e la gente e noi amiamo lo spettacolo!

– Ti senti un po’ il leader del gruppo? E per te quanto conta essere amici all’interno della band?

R:    Bè certamente il ruolo di cantante è frontman è carico di responsabilità e di soddisfazione, ed è un ruolo che amo molto. Ma gli Audiomatica sono una band ad alto tasso di democrazia. Siamo quattro personalità forti e siamo molto legati. E credo che oltre all’amicizia sia fondamentale una grande forma di complicità che faccia sentire le persone coinvolte sinceramente parte di qualcosa.

 

– Siamo in fase di chiusura, vuoi dirci un po’ i programmi degli Audiomatica e magari fare qualche dedica?

R:  Attualmente stiamo girando molto con la promozione radiofonica e il tour live, tutti gli appuntamenti sulla nostra pagina Myspace. Continueremo così fino all’estate, quando è previsto anche un nuovo espatrio e per tutta la prossima stagione. Voglio inoltre ringraziare te e tutte le realtà che ci stanno dando una mano ad amplificare la nostra voce, è importante per noi e per ogni formazione che crede in se stessa ed in ciò che fa!

 

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